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I Monumenti

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Tra i monumenti di maggiore rilievo a Piancastagnaio la Chiesa di San Francesco, il convento di San Bartolomeo, il Santuario della Madonna di San Pietro, la Chiesa di Santa Maria Assunta, la Chiesa Madonna delle Grazie, Piazza Matteotti, il Palazzo Bourbon del Monte, la Rocca Aldobrandesca e la Fonte di Voltaia.

Chiesa di San Francescoá Consacrata nel 1278 segue il tipico schema francescano ad unica navata con copertura a capriate e cappella terminale a crociera. Dall’esterno Ŕ visibile l’impostazione originale del tetto successivamente rialzato generando un portico armonioso sorretto da pilastri esagonali di peperino; la navata Ŕ il risultato di vari rimaneggiamenti operati nel XVIII sec. da cui la chiesa uscý profondamente modificata tanto da doverla riconsacrare nel 1778. I frati in passato avevano fatto decorare le pareti da artisti senesi delle cui opere non Ŕ rimasto molto: la Madonna che allatta il bambino richiama l’analoga di Lorenzetti e la Strage degli Innocenti nel coro. L’opera forse pi¨ bella del patrimonio del Convento Ŕ l’affresco di circa metÓ XV sec. raffigurante San Bernardino. Dopo un periodo di cessione a privati, in seguito alle requisizioni in periodo napoleonico, Ŕ poi ritornata di proprietÓ della curia locale.


Convento San Bartolomeo
á Complesso di fine ‘200, di chiaro stile medioevale, realizzato per volontÓ dal vescovo di Sovana con annessa la chiesa oggi intitolata a San Francesco. E’ composto da tre edifici con un elegante chiostro coperto, un ampio giardino ed uno spazio verde di “belvedere” con vista sulla Val di Paglia. Di recente, grazie ad un importante ed accurato restauro, sono ben visibili affreschi quattrocenteschi di grande pregio ed importanza che si sono aggiunti ai reperti storici artistici giÓ presenti. Molti sono gli ambienti ben conservati e di gran pregio come l’antichissimo forno, nella cantina vi sono botti di fine Ottocento, le sale che danno sul chiostro coperto, come la sala Capitolare, luoghi di vita quotidiana dei frati o luoghi di incontro con ospiti illustri e viandanti sono spazi unici ed emozionali. Il complesso Ŕ divenuto proprietÓ a metÓ dell’800 della famiglia di origine pianese divenuta Ricci Barbini i cui discendenti ne sono ancora in possesso. Oggi il convento (inserito nell’elenco delle dimore storiche) Ŕ spazio ad uso per matrimoni ed eventi privati ma ne Ŕ possibile la visita guidata, in carico ai proprietari, il secondo venerdý del mese alle ore 17.00 previa prenotazione entro il lunedý precedente. Accesso gratuitamente ogni primo e terzo sabato del mese, nelle Giornate Europee del Patrimonio ed in occasione delle festivitÓ nazionali, con orari dalle 9:00 alle 13:00, previo avviso telefonico almeno 5 giorni prima al n. +39 388 9378801 per singoli o gruppi al massimo di 25 persone. Convento San Bartolomeo – Dimora Storica Viale G. Vespa 368, 53025 Piancastagnaio (Siena) Tel 388 9378801 E-mail: info@conventosanbartolomeo.com</ a> www.conventosanbartolomeo.com


Santuario della Madonna di S. Pietro L'attuale edificio Ŕ il rifacimento del XVI sec. di una precedente chiesa romanica dalla cui abside fu tagliato il blocco di pietra con il dipinto della Madonna. L'interno Ŕ ricco di tele e affreschi di Francesco Nasini.

Chiesa di Santa Maria Assunta Costruita su un'alta scogliera e divenuta pieve nel XIII sec. fu consacrata alla Madonna Assunta. Ha navata unica e tre grandi cappelle addossate alle pareti.

Madonna delle Grazie E' una chiesa romanica del XIII secolo con un'abside che funge da tabernacolo ad una Madonna in trono fatta dipingere nella seconda metÓ del 1400

Piazza Matteotti Era il centro del paese: lý sorgevano i principali edifici civili e religiosi.

Palazzo Bourbon del Monte Nel 1603 il Marchese Giovan Battista inizia la costruzione di un imponente palazzo... circondato da vasti giardini. ...Il palazzo di Piancastagnaio Ŕ una eccezione nel panorama dei feudi e una costruzione non comune nello stesso Granducato di Toscana dove, nel periodo a cavallo fra il '500 e il '600, non si hanno molte costruzioni di analoghe dimensioni nemmeno nelle grandi cittÓ...E' la pi¨ bella e interessante costruzione militare della Toscana.

Rocca Aldobrandesca alla sua ombra il paese nacque e dentro le sue mura si raccolsero le popolazioni che dalla Val di Paglia erano salite sul monte per trovare pi¨ sicurezza. Il piccolo villaggio, costruito su un’altura di scogli, fu trasformato in grosso fortilizio di forma quadrangolare con una torre pi¨ elevata che serviva da vedetta.

Il castello fu concesso in feudo agli Aldobrandeschi nel 1208 e da allora vide l’avvicendarsi di vari padroni: nel 1333 pass˛ sotto il dominio di Orvieto, nel 1345 i senesi abbatterono le mura ed occuparono il castello fino al 1416 quando un podestÓ, inviato dalla Procura della Repubblica Senese, in collaborazione con alcuni uomini del paese redasse i primi statuti. Nello stesso anno iniziarono le opere di consolidamento della Rocca, anche se il restauro pi¨ importante risale al 1471-1478: la struttura fu potenziata con una copertura inferiore, le vecchie mura rinforzate da contrafforti e sul maschio fu aggiunta una corona di mensole e archetti pensili dove Siena appose il leone rampante simbolo della Repubblica e la balzana bianco nera della cittÓ. Nel 1559 Siena pass˛ sotto il dominio de I Medici e Piancastagnaio ne seguý le sorti apponendo sopra la porta lo stemma della casata a sei bisanti. Nel 1601á il territorio fu dato in feudo al Marchese Bourbon del Monte che trasform˛ la Rocca in una prigione finchŔ nel 1700 non perse del tutto la sua funzione sotto il Granduca di Lorena.

La storia recente della Rocca Ŕ caratterizzata da due restauri: uno dal 1962 al 1970 da parte del Commendator Gino Pietro Bigazzi e l’altro nel 1990 da parte dell’Amministrazione Comunale. Oggi la Rocca Aldobrandesca Ŕ meta obbligatoria per il turista e sempre pi¨ richiesta da artisti ed artigiani di importanza internazionale per l’esposizione delle proprie opere.

╚ possibile effettuare visite guidate su prenotazione (0577 784134).

Fonte di Voltaia Era un grande complesso con cannelle, abbeveratoi, lavatoi e vasche per tingere i panni, macerare il lino e la canapa. Tutto intorno vi erano case sparse e spazi alberati. L'importanza dell'acqua nella storia di Piancastagnaio. L'acqua come strumento urbanistico ed architettonico. L'acqua fonte di vita.

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